Una città senza barriere

     

    La Regione Lazio ha finanziato il progetto denominato “Una città senza barriere”, ideato da Daniele Testi e Armando Di Gennaro dell’Associazione Socio Sanitaria “Centottanta”, da effettuare in collaborazione con la R.S.A “Madonna del Rosario” di Civitavecchia. il progetto sarà successivamente condotto anche con le altre R.S.A del Gruppo GIOMI R.S.A.
     
     
    La scorsa estate, tra le altre attività concordate con l’equipe multidisciplinare di T.O. sono state programmate una serie di uscite settimanali con gli ospiti dell’RSA. Obiettivo quello di soddisfare il bisogno di uscire e visitare gli spazi urbani circostanti la clinica, onde poter anche effettuare delle piccole spese e frequentare dei locali pubblici.
    Attività questa molto richiesta dagli ospiti stessi con una conseguente ricaduta positiva sul tono dell’umore e più in generale sulla qualità della vita.
    L’idea di questo progetto nasce durante alcune di queste uscite.
    Passeggiando nel quartiere dove è situata la nostra clinica ci siamo trovati quasi sempre a dover effettuare dei veri e propri percorsi ad ostacoli, una quantità incredibile di barriere architettoniche rendevano il passaggio con le carrozzine difficoltoso e qualche volta impossibile.
    Dove erano presenti gli appositi scivoli, l’inciviltà degli automobilisti, si manifestava con l’auto parcheggiata ad impedire il passaggio.
    Anche riguardo la fruizione dei pubblici esercizi le difficoltà incontrate sono state notevoli, nonostante le normative che regolamentano gli abbattimenti delle barriere architettoniche, la maggior parte dei locali da noi frequentati si sono rivelati inadempienti sia per quanto riguarda l’accesso al locale stesso sia per quanto riguarda i servizi igienici.
    Il progetto ideato dall’Associazione Centottanta denominato “Una città senza barriere”, già per altro approvato dalla Regione Lazio, nasce quindi allo scopo di sondare il quartiere ove ha sede la clinica ed effettuare uno scandaglio delle situazioni disagevoli che interessano un bacino di utenza che va ben oltre gli ospiti della RSA interessando ogni singolo cittadino o famiglia che abbia a che fare con le disabilità.
    Si articola in diverse fasi, una delle quali prevede delle uscite settimanali degli ospiti della RSA accompagnati da personale Socio Sanitario appartenente all’Associazione, con il compito di documentare e inventariare tutte quelle “barriere” che si incontreranno durante lo svolgimento delle uscite.
    La fase successiva prevede una serie di incontri con vari attori quali: presidenti di Circoscrizioni, Assessori all’urbanistica ed ai servizi sociali, Associazioni di famigliari etc, con lo scopo di denunciare l’attuale situazione di totale inosservanza rispetto l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche, sensibilizzando le autorità responsabili nei confronti delle esigenze di vivibilità della città da parte dei portatori di handicap.
    I risultati di tale progetto verranno pubblicati successivamente e resi pubblici in un convegno.
    Naturalmente quando parliamo di “barriere” non ci riferiamo solamente a quelle architettoniche già di per se molto limitanti, ma anche a quelle barriere di tipo mentale che fanno si che il disabile venga percepito come qualcosa da evitare.
    Questo argomento però farà parte del prossimo progetto…