• IOMI RC
  • by Cristina Novellino
  • 23/10/2014
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IOMI
Reggio Calabria

Prosa d’Autunno 2014

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Invito
 

In data 27 ottobre 2014, alle ore 18.oo, ha avuto luogo presso il Teatro  alla  Basilica dell’Eremo, in Reggio  Calabria, la seconda edizione di “Prosa d’Autunno”. Avvenimento ideato e voluto dal Dr. Luca Valerio Radicati e fortemente incoraggiato dalla GIOMI.
Nel corso della serata sono state declamate le poesie del concorso “Poesia in Corsia”, con una Sezione Giovani che è stata  apprezzata dal numeroso pubblico che gremiva la platea.
Rispetto alla prima edizione le poesie sono state molte di più, tanto che si è stati costretti – per motivi organizzativi – ad un lavoro di sfrondamento di elaborati tuttavia validissimi, segno che la formula ideata dal Dr. Radicati, per altro gradito ospite della serata, ha colto nel segno. La qualificatissima giuria, composta dalla Preside Carmelina Sicari, dalla critica letteraria Benedetta Borrata, dal Superiore dei Cappuccini Padre Marranchella, dall’Ing. Mario Stella, membro del Consiglio di Amministrazione della GIOMI, dal Direttore Sanitario dello IOMI Dott. Domenico D’Agostino, è stata chiamata ad un lavoro arduo. Per la Sezione Adulti è risultata vincitrice Francesca Casile con “La farfalla innamorata”; per la Sezione Giovani c’è stato un ex aequo: Luca Ferrara con la poesia “A Maria”, e Maria Novella Crea con “Il bambino che non voleva mai dormire”.

Nella seconda parte la Compagnia Teatrale GIOMIIl Ciliegio del Prete”, ha presentato lo sketch esilarante “il dottor Lilluccio Senefotte, specialista in tutto” tratto dalla Commedia Teatrale in tre atti di Domenico Genovese: “E’ morto il maiale di Mastro Tavella” che ha allietato una serata, già piacevolissima, vissuta all’insegna della cultura più popolare e genuina.

Certamente la sorpresa più gradita è stato l’arrivo del Presidente Dr. Emmanuel Miraglia. Un intenso applauso ha accolto il suo ingresso, e le successive fasi che lo hanno visto prima protagonista della premiazione e successivamente dialogare con la consueta verve ed intelligente ironia, con il pubblico e con il presentatore.

Le ormai sublimanti coreografie di Cristina Novellino hanno fatto brillare la notte dell’Eremo. In questo compito, suoi “alleati” a Reggio sono stati la nostra ottima scenografa Mariella Trombetta, Antonello Timone, Grazia Murina, Mimmo Cannizzaro: nei loro volti stanchi e tirati si leggeva l’impegno profuso per una giornata intera. La ricompensa è stata l’apprezzamento di tutti per un lavoro splendidamente eseguito. Non si può dimenticare e di cuore ringraziare colei che in questi mesi, instancabilmente, con il sempre disponibile Dr. Radicati e con Cristina, ha tessuto le fila perché questa serata potesse avvenire: la segretaria della Sezione Teatro, Antonella Vadalà. Bravi e grazie agli attori: Teresa Alati, Pasquale Corrado, Giuseppe Tuffo, Andrea Russo, Francesco Iaria, a Pia Iaria per essere riuscita, in soli due giorni, tralasciando i suoi impegni, a non far rimpiangere l’attore titolare di un ruolo, che l’attrice disconosceva.Un grato riconoscimento a tutti gli altri attori del “Ciliegio”, che pur non recitando, hanno come sempre prestato la loro opera ed il loro incoraggiamento:  Enza Alati, Maria Fortugno, Katia Villeggiante e Katia Trunfio, la truccatrice. Brava Susanna Giacalone, soave e delicata lettrice delle poesie.

Grazie ancora, all’inflessibile “notaio” Desiato Musarella, al Dott. Tescione ed a Mimma Frascati per la loro presenza.
E poi la Giomi, che ancora una volta ha dimostrato la preminente attenzione che riserva alla cultura e che nel nostro piccolo molto ci gratifica: grazie al Presidente Dr. Emmanuel  Miraglia, alla Dott.ssa Stefania Radicati, al Dr. Luca Valerio Radicati, vero mentore di questa serata, lieta ed allietante; al Dr. Massimo Miraglia che ci ha fatto pervenire i suoi saluti graditi, alla Dott.ssa Santina Brancati, al Dott. Pietro Cavaliere, al Dott. Domenico D’Agostino ed a Padre Marranchella che ci ha ospitati.
La serata si è conclusa con un elegante rinfresco offerto dalla GIOMI, e con l’impegno a rivedersi l’anno che verrà.

Reggio Calabria, 10 novembre 2014

Dott. Domenico Genovese

LA FINE ALLEGGERITA DELLA COMMEDIA DI MASTRO TAVELLA
NUOVO FINALE

Ntoni – (Seduto sul divano de medico) ahi, ahi … eu stasira non voghhiu mangiari …
Lisa – Vulisti turnari cca, ma vidi chi non c’è nuddu, cu medicu si ndi iu
Ntoni – si ma eu non mi sentu bbonu … non è chi mi sta spittandu ddassupra (e fa segno verso il cielo)
Lisa – no! Chi iddu già dissi ca sira non mangia …e poi sai chi sinti adiri … chi Mastru Tavelle puru chi nci muriu u porcu i decimilaliri ndi duna u stessu
Ntoni (si rizza sul divano) – ma chi dici?
Lisa – Zittu zittu chi sta rrivandu caccunu …
Si apre la porta dello studio ed entra Mastro Tavella
Tavella – Signor Brancaleone, ho saputo che vi avevano accompagnato dal medico e mi sono preoccupato … ma non mi dite che siete stato male perché avete saputo della morte del maiale
Ntoni (sottovoce) – no… pirchi seppi chi non muristivu vui …
Lisa – Lasciate stare signor Tavella … ha avuto un po di febbre …
Tavella – Purtuttavia,una cosa vela voglio dire: io il debito con voi lo voglio saldare, anche se il maiale è defunto, anche se ho saputo che avete detto che era meglio se morivo vent’anni fa…
Ntoni – Vint’anni arredu, no ora…ora aviti a campari Mastru Tavella figuramindi…
Tavella – Grazie per la vostra generosità ma io vi do le diecimilalire ad un patto:Se Rocco e Rocchina si sposano voglio avere l’onore di battezzare l’eventuale Roccuzzo ; a sicunda cosa m’avitia dari natru cantaru i gghianda.
Ntoni – No a gghianda no…
Lisa – Zittu, dassilu parrari.
Tavella – Signor Brancaleone, viditi, nui ormai simu vecchi, si mui mi dati natru cantaru i gghianda ed eu vu pagu natri vint’anni – pirchi prima i dda data vi putiti spinserari – significa chi prima i vint’anni non putimu muriri: eu pirchì vi ll’aiu a pagari, e vui pirchi aviti a pigghiari i sordi giustu? Pensate: un cantaru i gghianda è un’assicurazione sulla vita.
Ntoni – Su diciti vui …
Lisa – sta rrivandu caccunu
Entrano l’avvocato e Rocco
Avvocato Laruffa – Abbiamo saputo che eravate qua e che la cosa forse si può sistemari … calma Rocco
Rocco – no avvocatu, vulissi dir ina cosa: me patri mi cunsigghiau mi mi maritu – perché ti vedo triste ed infelice – mi dissi, si ti mariti figgiu cambia tutto, sarà come me con tua madre,è sicuro che perlomeno due volte al giorno sarai felice! E quando Papà? Quandu nesci da casa mi dissi! E si nesciu tri voti nci dumandaia? Sarai felice tre volte mi rispundiu! E poi eu a me patri u vogghiu fari cuntentu … pirchi na vota, ristaia mali … mi dissi chi nta tutta a vita na sula vota nci dessi na grandi soddisfazioni.
Avvocato – E quando Rocco?
Rocco – esattamenti novi misi prima mi nasci, mi rispundiu, ma eu non capiscia pirchi
Rocchina …eu u sacciu chi mu mparau Giuvanni …
Lisa – Zitta, disgraziata …
Ntoni – stabilisce il matrimonio …

Rocchina davanti alla vergine –
Mi vuliva maritari e vuliva jiri all’altari, ora vergini non restu cchiù… a prigari;
pichì tu, a grazia a Rocchina, ncia vulisti fari

Bussano..
 

 

Poesia in Corsia … la Vincitrice

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Poesia in Corsia … Sezione Giovani

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E’ morto! Il maiale di Mastro Tavella … Regista e Cast