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  • by Cristina Novellino
  • 07/02/2011
     
     
    "La Scoliosi idiopatica"


    A cura del
    Dott. Gaetano Anania

    Casa di Cura "Ulivella e Glicini" – Firenze

    LA SCOLIOSI IDIOPATICA
    A cura del dott. Gaetano Anania
    Casa di Cura Ulivella e Glicini – Firenze

     
    Viene definita come scoliosi idiopatica una o più curvature patologiche della colonna vertebrale che invece di restare rettilinea assume la forma di una C o di una S (Figura 1, radiografia di una scoliosi a doppia curva), e che si evidenzia clinicamente sul piano frontale determinando una inclinazione laterale del tronco, una asimmetria delle scapole, una rotazione del torace o del bacino, una prominenza angolare della gabbia toracica e delle coste che viene denominata gibbo e che si evidenzia quando il paziente si piega in avanti.
    Nonostante gli innumerevoli sforzi di ricercatori e clinici ancora non si conosce la vera causa che determina la formazione della scoliosi e per questo la maggioranza delle scoliosi viene definita idiopatica (senza eziologia nota).  Si può invece escludere con certezza che la scoliosi possa svilupparsi se si è costretti a portare dei pesi come gli zaini scolastici, se si assumono degli atteggiamenti viziati in piedi o da sdraiati o se si ha una differente lunghezza degli arti inferiori (comunemente una gamba più lunga dell’altra). La familiarità invece può essere ritrovata in alcuni nuclei familiari, con parenti stretti che possono annoverare più casi nei loro discendenti: una madre che ha avuto una scoliosi da ragazza dovrà sicuramente prestare più attenzione nel controllo dei figli soprattutto all’inizio della crescita pubertaria, all’età di 10-11 anni per le femmine, di 11-12 anni per i maschi.  Le scoliosi si misurano nelle radiografie della colonna per intero, eseguita in piedi, tracciando delle linee parallele alle vertebre incluse nella scoliosi, linee che incontrandosi formeranno un angolo chiamato “angolo di Cobb” che definirà numericamente il valore della scoliosi.
      immagine rachide
    Figura 1

    Disegno colonna

     

    La scoliosi  può definirsi:

    Infantile: insorge nel periodo  che va dalla nascita fino ai tre anni di età; in questo gruppo è presente la scoliosi congenita dovuta ad una anomalia di sviluppo o formazione di una o più vertebre.
    Giovanile: scoliosi che è diagnosticata fra i quattro ed i dieci anni di età; comprende circa il 10/15% di tutte le scoliosi. E’ più frequente nei ragazzi ed ha una curva spesso rivolta a destra; non è infrequente che   presenti anch’essa delle malformazioni del sistema nervoso quale la sindrome di Arnold Chiari (malformazione della cerniera cervico-occipitale) o la siringomielia (cavità cistica del midollo spinale). E’ necessario escludere tali patologie eseguendo una Risonanza Magnetica Nucleare di tutta la colonna vertebrale; le forme che superano i 30° devono essere trattate con corsetti ortopedici per tentare di arrestare il peggioramento della curva. Tali forme infantili quasi sempre necessitano all’inizio della pubertà di un trattamento chirurgico definitivo di artrodesi vertebrale.
    Scoliosi dell’adolescente: la sua comparsa avviene generalmente dopo i 10 anni. Anche per essa non è stata identificata una causa certa, mentre nel 30% è riconosciuta la familiarità. E’ di gran lunga la forma più frequente di scoliosi, predilige il sesso femminile, inizia in prossimità della crisi puberale e si aggrava drammaticamente durante il periodo di crescita rapida. In genere non si manifesta con alcuna sintomatologia e quando supera i 20-25 gradi risulta molto evidente con quadro clinico che si può riassumere schematicamente nella figura sottostante esaminando il paziente visto di spalle:

    Figura 2
    Angolo di Coob
    Disegno corpo umano scoliosi

    d: inclinazione laterale verso destra di tutto il tronco
    e: curva della colonna ad “S”
    f: gibbo causato dalla rotazione vertebrale e dalla prominenza delle coste

    Il trattamento della scoliosi dell’adolescente si basa su tre metodiche: l’osservazione ed il controllo clinico periodico, l’utilizzo di busti correttivi, il trattamento chirurgico di fusione vertebrale.
    E’ noto che le ragazze iniziano la pubertà prima dei 14 anni, mentre i ragazzi la iniziano prima dei 16 anni. Le ragazze crescono rapidamente fino al menarca, la prima mestruazione, poi continuano una crescita più lenta per altri 18-24 mesi; i ragazzi hanno una crescita più costante e progressiva. In questo periodo oltre alla visita i pazienti devono  eseguire delle radiografie, ogni 4 -6 mesi,  di tutta la colonna vertebrale nelle due proiezioni, sia per valutare l’entità della scoliosi in gradi Cobb sia per verificare, mediante il segno di Risser (ossificazione progressiva della cresta iliaca) la maturità scheletrica: i pazienti con segno di Risser 1 o 2 crescono rapidamente, quelli con Risser 4 o 5 hanno esaurito la crescita e l’evoluzione della scoliosi. Il controllo clinico periodico in fase di accrescimento è riservato alle scoliosi fino a 25 gradi  Cobb.
    L’applicazione di un corsetto ortopedico è indicato nelle scoliosi fra i 25 ed i 30 gradi Cobb. Un corsetto ortopedico ben applicato impedisce l’aggravamento della curva, non può ottenere la sua scomparsa o la correzione: se per esempio una ragazza di 11 anni con Risser 0 e con scoliosi di 30° indossa correttamente il corsetto ortopedico prescritto, alla fine della crescita, dopo 2- 3 anni, con Risser 4 o 5 , può sperare di aver fermato la scoliosi sempre a 30°. Significa  inoltre che il corsetto ortopedico, anche se durante l’applicazione  deve correggere una curva scoliotica, a fine trattamento, dopo la sua rimozione, consentirà di avere lo stesso grado di scoliosi di inizio trattamento, come bene esemplifica la figura successiva  (busto di tipo Cheneau con buon risultato radiografico nella correzione di una grave curva toracica)

    Il trattamento chirurgico si rende necessario nei pazienti in accrescimento che presentano una scoliosi superiore a 45° o nei pazienti a fine accrescimento con curve superiori a 50°. Il trattamento chirurgico si prefigge due scopi: impedire l’aggravamento delle curve ed ottenere un certo grado di correzione stabile nel tempo. In genere si procede con accesso per via posteriore, con lunga incisione rettilinea al centro dei corpi vertebrali; per la correzione della deformità si utilizzano delle viti metalliche, in Acciaio o in Titanio, ancorate ai corpi vertebrali ed a barre rigide, del diametro di 6 mm, anch’esse in metallo, sia per mantenere la correzione della curva sia per favorire lo sviluppo della fusione permanente fra le vertebra (Figura 5).

    Immagini e disegni scoliosi

    Figura 5 : una grave scoliosi dorso-lombare viene operata utilizzando viti e barre in Titanio. Dopo la fusione o artrodesi vertebrale il risultato si manterrà stabile nel tempo.

    rx ed immagini colonna

    Dopo un trattamento chirurgico il periodo di ospedalizzazione non supera i 7-10 giorni e non è più necessario associare l’utilizzo di un busto correttivo. I pazienti riprendono l’attività scolastica dopo circa due settimane e dopo tre-sei mesi, nella maggioranza dei casi, possono riprendere anche la propria attività sportiva.

    Per informazioni: 055/5038500 oppure info.ulivellaeglicini@giomi.com

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