• IFCA
  • by Cristina Novellino
  • 26/02/2019
  • 0
Provider n.1429 Rif. evento n.1429-252391 Crediti ECM: 5,2
 
 
“Troponine ad elevata sensibilità come marcatori di danno miocardico: l’importanza della correlazione clinica”

Responsabili Scientifici:

Dott. Mauro Vannucci
Responsabile S.O. Riabilitazione Cardiologica IFCA – FI

Dott.ssa Fiamma Balboni
Biologo Responsabile Laboratorio Analisi Cliniche IFCA – FI

15 marzo 2019
Sala Riunioni – Casa di Cura “Ulivella e Glicini”
Via del Pergolino, 4/6 – Firenze

 

Destinatari: Medici (tutte le discipline), Chimici, Biologi e Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico.
Numero max partecipanti per edizione: 25
Partecipazione Gratuita

Segreteria Organizzativa:

Dr.ssa Emilia Villari, tel. 055/4296158 – fax 055/5038601 – 055/4296244
e-mail: e.villari@giomi.com

 
Obiettivo Formativo di Sistema
Contenuti tecnico-professionali (conoscenze e competenze) specifici di ciascuna professione, di ciascuna specializzazione e di ciascuna attività ultraspecialistica. Malattie rare(18).
 
 
Abstract
Le troponine cardiache I (cTnI) e T (cTnT) sono raccomandate come biomarcatori di prima scelta per la diagnosi differenziale della sindrome coronarica acuta da tutte le linee guida nazionali e internazionali. I più recenti metodi immunometrici per la misura di cTnI e cTnT che presentano una più elevata sensibilità sono in grado di misurare il 99° percentile con un CV maggiore del 10% e sono anche in grado di misurare i livelli circolanti di troponina nella maggioranza dei soggetti adulti normali di entrambi i sessi.
Dal punto di vista fisiopatologico la misura di cTnI e cTnT non può dimostrare la causa dell’aumentato rilascio del biomarcatore dal miocardiocita, ossia se questo sia dovuto a danno reversibile, ad apoptosi oppure a necrosi del miocardiocita. D’altra parte l’elevata sensibilità analitica degli attuali metodi di misura di cTnI e cTnT è superiore al potere discriminante delle più recenti e sofisticate tecniche di imaging applicate al sistema cardiovascolare. Per questo motivo quindi tutte le linee guida più recenti sottolineano come sia necessaria da parte dei clinici un’attenta valutazione di tutti i casi in cui vi sia un aumento progressivo delle concentrazioni circolanti di cTnI e cTnT, anche quando si riscontri all’anamnesi un’apparente assenza di condizioni cliniche responsabili del danno.
L’incontro quindi si pone l’obiettivo di introdurre i clinici alla corretta valutazione delle troponine ad elevata sensibilità nell’esclusione, nella prognosi e nel follow-up della sindrome coronarica acuta e di tutte le altre condizioni fisio-patologiche in grado di alterarne i livelli circolanti.
 
 
Programma
 
Scheda Iscrizione