• IFCA
  • by Cristina Novellino
  • 28/11/2019
  • 0
Provider n.1429 Rif. evento n.276874 Crediti ECM: 5,5
 
  La Prevenzione del Suicidio del Paziente in Ospedale
 
Responsabile Scientifico:
Dott. Luca Faravelli
Medico Psichiatra Direttore Generale Centro Terapie Educative, Rignano sull’Arno

6 dicembre 2019
Casa di Cura “Ulivella e Glicini”
Via del Pergolino, 4/6 – Firenze

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Destinatari: Medici ed Infermieri.
Numero max partecipanti per edizione: 25
Partecipazione Gratuita

Segreteria Organizzativa:
Dr.ssa Emilia Villari, tel. 055/4296258 – fax 055/5038602 – 055/4296244
e-mail: e.villari@giomi.com

 
Obiettivo Nazionale
n. 6 Sicurezza del paziente, risk management e responsabilità professionale
 
 
Obiettivo Principale
L’incontro si prefigge di far acquisire ai discenti conoscenze su motivazioni biologiche, sociali e psicologiche alla base del comportamento suicidario al fine di poter mettere in atto le tecniche comportamentali ed organizzative più adeguate per la prevenzione e la gestione di pazienti a rischio.
 
Abstract
Il suicidio in ospedale rappresenta un evento sentinella rilevante e risulta pertanto necessario che negli ospedali vengano adottati strumenti e misure idonee di prevenzione. La letteratura internazionale ha individuato una serie di fattori di rischio relativi al suicidio e la loro conoscenza consente l’adozione di strategie efficaci per la riduzione dell’evento suicidio in ospedale agendo su:

  • strumenti di valutazione del paziente
  • profili assistenziali per i pazienti che tentano il suicidio che prevedano la continuità della cura anche dopo la dimissione
  • processi organizzativi
  • formazione degli operatori
  • idoneità ambientale e strutturale

Poiché comunque il gesto suicidario è, e resta a tutt’oggi, un gesto imprevedibile, l’operatore deve conoscere e mettere in atto tutte le procedure possibili in caso di rischio per scongiurare l’evento suicidario, soprattutto dimostrare di averlo fatto, pur non avendo la certezza matematica che il paziente non metta in atto il suo proposito. Le due attività irrinunciabili per la prevenzione del suicidio sono la valutazione del rischio e la gestione del paziente a rischio di suicidio.
Le situazioni nelle quali l’operatore può trovarsi a dover affrontare un potenziale rischio suicidario e dove è pertanto necessario porre attenzione possono essere sintetizzate in due categorie: la prima riguarda pazienti con sospetto clinico di possibile comportamento autolesivo, ad esempio pazienti che nel corso delle degenza manifestino intenzionalità o in cui siano evidenti, o anche solo dubbi, segni o sintomi di progettualità autolesiva. La seconda riguarda le categorie di pazienti con rischio suicidario correlato allo stato psicofisico, come i pazienti in depressione post-partum, i soggetti con patologia oncologia grave con elevato distress (per la comunicazione della diagnosi oncologica o di una prognosi infausta, o per il passaggio da una terapia curativa ad una palliativa), i soggetti con dolore cronico non rispondente al trattamento, i soggetti con sindrome organica confusionale (di natura organica o farmacologica, o anziani defedati), i soggetti che hanno subito una grave perdita (comunicazione del decesso del neonato, amputazione di una parte del corpo).
In tale campo, così delicato e ricco di responsabilità medico-legali, la formazione del personale riveste un ruolo fondamentale per la prevenzione del suicidio e due sono i principali obiettivi che l’incontro si prefigge: rendere il personale in grado di individuare precocemente i pazienti con fattori di rischio di suicidio e di adottare i comportamenti adeguati per quei pazienti in cui il rischio di suicidio è stato evidenziato.
Obiettivo finale del corso è pertanto aumentare negli operatori le competenze per affrontare un evento di particolare rilevanza quale il suicidio e il tentato suicidio.

 
 
Programma