• IFCA
  • by Cristina Novellino
  • 28/02/2014
    Evento Formativo Accreditato ECM – 5 crediti Rif.  Accreditamento n.1429-85172
     
    “La corretta identificazione del paziente”

    Responsabile Scientifico/Culturale e Docente

    Dott.ssa Alessia Tomei
    Medico Responsabile specialista in Igiene e medicina Preventiva Clinical Risk Manager IFCA SpA

    20 marzo 2014 – Edizione 1
    Sala Riunioni Casa di Cura "Ulivella e Glicini”
    Via del Pergolino, 4/6 – Firenze

    Segreteria Organizzativa:

    Dott.ssa Emilia Villari, tel. 055/4296158 – fax 055/5038601- 055/4296244, e-mail: e.villari@giomi.com
    Evento Formativo Accreditato ECM – 5 crediti Rif.  Accreditamento n.1429-85172
    Per eventuali ulteriori informazioni contattare l’Ufficio Formazione allo 055/4296158
    Figure professionali interessate: Infermieri, Medici (tutte le discipline), Tecnici di Radiologia
    Numero max partecipanti per edizione: 30
    Numero Edizioni: 1
    Scadenza Iscrizioni: 12 marzo 2014

    Il modulo d’iscrizione al progetto è presente nell’Intranet Aziendale Mod. M62-09 da inviare a mezzo fax al n. 055/4296244 o via e-mail al seguente indirizzo: e.villari@giomi.com

     
    Obiettivo Principale: Il corso si prefigge di fornire gli elementi pratici per la corretta identificazione del paziente nelle molteplici fasi del percorso di assistenza e cura, mediante esercitazioni pratiche e la presentazione di casi reali, al fine di diminuire al massimo i casi di errore nell’identificazione dei pazienti. Con l’occasione viene effettuato un retraining sulle Pratiche per la Sicurezza del Paziente della Regione Toscana
     
    ABSTRACT
    Difficile stimare l’incidenza degli errori legati all’identificazione del paziente. In realtà molti casi di scambio di informazioni non producono danni per il paziente e restano spesso nascosti e, sebbene l’analisi delle segnalazioni legate al problema aiuti a quantificarlo, sicuramente lo lascia sottostimato in quanto non riflette la frequenza e le modalità effettive di accadimento di questi eventi. L’identificazione del paziente, inoltre, è un problema complesso che include diverse pratiche. Molta letteratura internazionale riferisce di incidenti relativi ad interventi chirurgici: la National Patient Safety Agency inglese nel 2003 evidenziava su 18 ospedali per acuti 15 incidenti relativi ad operazioni su sito sbagliato avvenuti in un periodo di 5 mesi; l’agenzia americana Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organizations ha analizzato 126 casi di mancata identificazione del paziente fra il 1998 e il 2001. Di questi il 71% riguardava l’operazione sul sito sbagliato, il 13% uno scambio di paziente da operare, l’11% la realizzazione di una procedura non corretta. L’identificazione del paziente è quindi considerata azione fondamentale per garantire la sicurezza del paziente. La letteratura internazionale, così come recepito dal Centro Regionale per il Rischio Clinico della Regione Toscana riconosce, fra le buone pratiche per evitare gli errori legati alla non corretta identificazione del paziente, l’introduzione di braccialetti identificativi. Tali braccialetti devono contenere informazioni capaci di identificare in maniera univoca il paziente e devono esser accompagnati da procedure di identificazione attiva, che coinvolgano sia l’operatore che il paziente.
    Lo stesso Ministero della Salute Italiano il 31 marzo 2008 ha emanato una “Raccomandazione specifica relativa alla corretta identificazione dei pazienti, del sito chirurgico e della procedura”, documento che evidenzia l’estrema importanza di un costante monitoraggio, valutando l’intero percorso assistenziale del paziente, e non solo l’intervento chirurgico.
    Sempre più spesso,infatti, si evidenziano diversi contesti in cui viene errata l’identificazione del paziente: sottoporre a una visita la persona sbagliata (oppure chiamare la persona giusta per la visita, ma si presenta la persona sbagliata), risultati comunicati per telefono che riguardano un’altra persona, farmaci somministrati a pazienti errati, trasfusioni operate su persone sbagliate, ecc.
    Tra i fattori che contribuiscono agli errori legati alla non corretta identificazione del paziente (JCAHO, 2001) si riportano: il trattamento di casi di emergenza (19%), le caratteristiche particolari del paziente (16%), la particolare pressione temporale nel realizzare una procedura (13%), il coinvolgimento di più operatori nella gestione di un caso (13%) e la realizzazione di più casi in una stessa seduta chirurgica (10%). Un’analisi successiva di questi casi evidenzia il ruolo fondamentale del fallimento nella comunicazione (sia orale che scritta) fra gli operatori (JCAHO, 2004).
    Scopo dell’incontro è quello di formare i discenti alla cultura della corretta identificazione del paziente in tutte le fasi del percorso clinico assistenziale del paziente