• ICOT LT
  • by Cristina Novellino
  • 10/05/2019
    Convegno n.10 Crediti ECM – Numero di riferimento 3282 – 259146
     
      “Tante strade … un unico obiettivo”

    Responsabili Scientifici:
    Dott. Fausto Petricola
    Responsabile Hospice “Le Rose”
    ICOT – Latina
    Dott. Enzo Veltri
    Responsabile UOC Oncologia
    Ospedale “S. Maria Goretti” – Latina
    Dott. Gaetano Lanzetta
    Docente Master di Cure Palliative

    22 giugno 2019
    Aula Magna “Franco Faggiana
    ICOT – Via Franco Faggiana n.1908, Latina

     

    Obiettivo formativo del corso: Documentazione clinica, percorsi clinico-assistenziali diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza – profili di cura
     
     
    Razionale Sessione Mattutina
    L’VIII incontro Pontino sulle Cure Palliative e Oncologiche vuole mettere a fuoco le innovazioni che stanno cambiando il percorso e le strategie terapeutiche da seguire nella gestione del paziente oncologico in tutte le fasi del suo percorso.
    L’immunoncologia di precisione ha reso disponibili farmaci in grado di ripristinare la risposta immunitaria verso il tumore, ottenendo la maggiore efficacia in pazienti oncologici i cui tumori esprimono biomarcatori predittivi divenendo sempre piu concreta la prospettiva di terapie personalizzate e su misura, basate cioe sulla conoscenza dell’identikit del tumore e sulla possibilita di colpire in modo mirato le specifiche anomalie molecolari, che permette di scegliere il trattamento “giusto” per il paziente “giusto”.
    In questo scenario in continua evoluzione, l’oncologo e le Cure Primarie nel loro complesso svolgono in ambito assistenziale un ruolo di primaria importanza, essendo direttamente coinvolte sia nelle strategie di screening, che nel percorso diagnostico-terapeutico della malattia, sin dai suoi esordi fino a dopo l’esito della cura, guarigione o morte che sia.
    Quindi possiamo dire che negli ultimi anni l’Oncologia ha fatto molti passi avanti nella scoperta e il conseguente impiego clinico di questi nuovi farmaci che hanno aumentato l’aspettativa di vita del paziente oncologico in fase avanzata, determinando una cronicizzazione della sua malattia. Il paziente oncologico, oggi, spesso convive a lungo con la sua malattia ed e compito della medicina moderna gestire i molteplici aspetti della cronicita.
    In questo scenario si inseriscono le cure simultanee che prevedono la collaborazione di medici e infermieri ospedalieri e medici e infermieri che operano sul territorio nel gestire il percorso del paziente e della sua patologia cronica. Inoltre la “mission” delle Aziende Ospedaliere deve avere come obiettivo l’integrazione fra attivita ospedaliera e territoriale.
    Questo congresso dedicato a questo importante argomento ha come obiettivi:

    • Implementare il rapporto tra le cure oncologiche attive e medicina palliativa attraverso la conoscenza dei nuovi trattamenti attivi in oncologia (Dott. E. Veltri)
    • L’analisi delle criticita e della gestione del paziente oncologico in fase avanzata in regime di assistenza palliativa (F. Petricola)
    • Valutare nel dettaglio aspetti cruciali della terapia di supporto nel paziente oncologico in trattamento attivo e palliativo nel protocollo di terapia simultanea per la gestione della sua QoL.(G. Lanzetta)
     
    Razionale Sessione Pomeridiana
    Ogni anno in Italia circa 360.000 persone ricevono una diagnosi di cancro, e circa il 30-35% si presentano con malattia avanzata gia al momento della diagnosi; nonostante i notevoli miglioramenti introdotti nel campo dei trattamenti oncologici, questi pazienti hanno tuttora un’aspettativa di vita ridotta.(Position paper AIOM).
    I sintomi fisici, insieme al distress psicologico ed ai problemi sociali e spirituali, crescono con l’avanzare della malattia ed impattano profondamente sul benessere fisico, psico-sociale, e sulla qualita di vita globale del paziente; questo costituisce una sfida enorme per i pazienti, i loro familiari, ed i professionisti sanitari (Addington-Hall 1995).
    Le cure palliative comprendono un “approccio teso a migliorare la qualita della vita dei pazienti e delle loro famiglie che affrontano problemi associati a malattia avanzata ed a prognosi infausta, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza attraverso un’identificazione precoce, una valutazione impeccabile e il trattamento del dolore e di altri problemi, fisici, psicosociali e spirituali” (WHO 2013).
    Tale approccio, oltre ad essere vantaggioso per il singolo paziente e per la sua famiglia, facilita la continuita assistenziale in un passaggio meno traumatico e piu graduale dal trattamento attivo alle cure palliative, viene proposto come indicatore di efficacia per evitare terapie aggressive alla fine vita e permette una riduzione dei costi con una piu corretta allocazione delle risorse disponibili (Position paper AIOM, Doc. AIOM-SICP).

    Esistono quindi due modalita fondamentali di tipo organizzativo:

    • Le cure palliative erogate principalmente nella fase terminale, dopo la sospensione delle terapie antitumorali specifiche, nei mesi che precedono la morte (modalita A del Documento AIOM-SICP, o EOL PC, Maltoni 2016)
    • La combinazione delle cure antitumorali specifiche e delle cure palliative attivate precocemente nel decorso della malattia per ogni paziente con malattia avanzata e/o con sintomi rilevanti (modalita B del Doc. AIOM-SICP o EPC, Maltoni 2016). Negli anni recenti le Cure Palliative Precoci “Early palliative care” sono state suggerite come intervento appropriato durante i trattamenti causali, e sono definite anche “cure palliative simultanee” (simultaneous palliative care”) (Maltoni 2016)

    Nel Documento del tavolo di lavoro AIOM-SICP 2015 e contenuta la raccomandazione, in accordo con ASCO (Provisional Clinical Opinion 2012) che un approccio palliativo combinato alle cure antitumorali specifiche, dovrebbe essere precocemente garantito a tutti i pazienti con malattia metastatica e/o con sintomi rilevanti.
    Un approccio simultaneo di questo tipo richiede tuttavia un cambiamento culturale negli oncologi, mentre nella pratica clinica l’invio alle cure palliative e ancora abitualmente limitato alla fase terminale della malattia (Position paper AIOM, Hui 2012); analogamente, gli oncologi tendono a richiedere l’intervento dei professionisti delle cure palliative precoci solo quando ritengono che una situazione sia troppo complessa per gestirla da soli. (Maltoni 2016)
    L’INTERVENTO: Early palliative care, Cure palliative precoci/simultanee.
    Il Documento scaturito dal Tavolo di lavoro AIOM-SICP ha definito le cure palliative precoci o cure simultanee come un “Modello organizzativo mirato a garantire la presa in carico globale del malato oncologico attraverso un’assistenza continua, integrata e progressiva fra Terapie Oncologiche e Cure Palliative quando l’outcome non sia principalmente la sopravvivenza del malato”.
    In accordo con le raccomandazioni scaturite dall’ultimo consensus ASCO, questo approccio e detto “precoce” quando iniziato entro le 8 settimane dalla diagnosi di malattia oncologica avanzata, intendendo per tale la presenza di metastasi a distanza, malattia all’ultimo stadio, prognosi infausta quad vitam, e/o prognosi da 6 a 24 mesi. (Ferrell 2017)
    La convinzione alla base e che i sintomi possano essere prevenuti o gestiti piu facilmente quando vengono trattati precocemente, migliorando quindi la qualita della vita. La maggior parte dei trattamenti comprendono interventi educativi, metodi evidence-based per il controllo dei sintomi, ed un supporto psicosociale. In sostanza, secondo i piu recenti orientamenti della letteratura, le cure palliative precoci sono basate su un atteggiamento proattivo da fornire sistematicamente a pazienti anche senza elevato carico sintomatologico o bisogni psicosociali insoddisfatti (Cochrane 2017, Maltoni 2016)
    E pertanto auspicabile che all’interno delle singole Unita Operative di Oncologia Medica sia presente una competenza diffusa in tema di cure palliative e un oncologo piu esperto in cure palliative che svolga un ruolo di interfaccia con il Servizio di Cure Palliative, ove operante in Ospedale, o le strutture di Cure Palliative operanti sul territorio. (Doc. AIOM-SICP)
    Il target: “Identificazione dei pazienti”, momento cruciale per poter offrire il migliore percorso terapeutico attraverso un approccio palliativo precoce e l’identificazione del malato. Nel Documento del Tavolo di lavoro AIOM-SICP del 2015 vengono identificati una serie di criteri clinici per lo screening del bisogno di cure palliative simultanee da parte del team oncologico, alcuni indicatori generali di declino, primo fra tutti la “domanda sorprendente” (Saresti sorpreso se questo malato morisse nei prossimi pochi mesi, settimane o giorni?), altri specifici per neoplasia. (Doc AIOM-SICP).

     
    Programma PDF