Attualità in tema di Protesi di Spalla: Impianti diversificati per impieghi differenziati

Attualità in tema di Protesi di Spalla: Impianti diversificati per impieghi differenziati

ECM rif.3897 – 20945 n.8 crediti
 
“Attualità in tema di Protesi di Spalla: Impianti diversificati per impieghi differenziati”

Responsabile Scientifico/Culturale:

Dott. Giuliano Cierciello
Direttore UOC di Chirurgia della Spalla e di Ginocchio – Casa di Cura “Villa Betania” – Roma

11 novembre 2017
Casa di Cura “Villa Betania”
Via Pio IV, 42 – Roma

 

Destinatari: Medico Chirurgo (Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, Radiodiagnostica, Medicina Generale – Medici di Famiglia, Ortopedia e Traumatologia, Infermieri, Farmacista – Farmacia Ospedaliera, Tecnico Sanitario di Radiologia Medica.

Numero max partecipanti per edizione: 50

Per Iscrizioni: segreteria@villabetania.roma.it Tel. 06.39940102

Segreteria Organizzativa:

Annamaria Sanna, tel. 06.61245601
e-mail: ufficiocomunicazione@ospedalecristore.it

 

Razionale: L’incontro è dedicato alla spalla.

Si tratta di una articolazione che agisce in sospensione ed è la più mobile dell’organismo. La sua finalità è quella di liberare la mano, specie nello spazio sottoposto al controllo della vista, così come avviene per tutti i primati.
Per questo la congruenza articolare è limitata e la stabilizzazione è affidata a delicate strutture capsulolegamentose e teno-muscolari intrinseche, senza dimenticare i risvolti neuro-muscolari affidati alle sinergie toracoscapolo-omerali.

E’ chiaro che in un contesto funzionale cosi sofisticato la patologia più frequente, almeno in giovane età, sia la lussazione. Infatti la patologia degenerativa artrosica è meno frequente e meno invalidante rispetto alle grandi
articolazioni dell’arto inferiore.

L’esordio degli studi moderni per la sostituzione articolare protesica risalgono al 1951, sono di scuola americana (Charles Neer) e diedero alla luce protesi monoblocco.

Queste vennero concepite non per il trattamento dell’artrosi bensì per le fratture complesse dell’omero prossimale.

Successivamente si valutò la possibilità della sostituzione articolare anche nelle rigidità artrosiche dolorose. Per questo a partire dagli anni 1980 vi fu una gran messe di studi volti a precisare la morfologia dell’omero prossimale per poter adattare al meglio l’impianto al soggetto in esame. Tali studi hanno generato le protesi così dette “adattabili”, veri e propri impianti componibili “su misura”, ben più evoluti delle monoblocco.

ciò ha permesso il trattamento delle artrosi centrate, cioè di quelle patologie degenerative primitive con cuffia dei rotatori integra.

Restava il capitolo importante di quelle spalle con impotenza funzionale da rottura massiva ed irreparabile di cuffia. In questi casi la lesione della cuffia dei rotatori è talmente grave ed estesa de consentire la “migrazione” prossimale della testa omerale, che attraversa la breccia della cuffia come il bottone attraverso un’asola, terminando il suo viaggio al di sotto dell’acromion.

Perciò questo particolare tipo di artrosi prende il nome di artrosi decentrata, ben differente dall’artrosi centrata.
Infatti la totale mancanza della cuffia, elemento di stabilizzazione attiva della spalla e motore intrinseco dell’articolazione crea problematiche che erano un tempo irrisolvibili.

La genialità di un chirurgo francese, Paul Grammont, portò alla concezione di un impianto assolutamente originale ed innovativo, la protesi inversa, che ha restituito in casi clinici estremi una articolazione stabile, con un sufficiente recupero della del movimento e con una forza accettabile per la quotidianità.

Come si vede, la storia della protesica di spalla è piuttosto complessa e tormentata.

Nel nostro incontro cercheremo di esporre tutto ciò in modo semplice lasciando molto spazio al confronto.

Sarà un ulteriore incontro finalizzato alla integrazione di Villa Betania col territorio con il fine rispondere sempre meglio alle esigenze dei nostri Pazienti.

 
 
Programma
 

 

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